Porcospini. Ricci. Istrici. Animali innocui e notturni, svantaggiati da un carattere schivo e da una brutta nomea guadagnata a furia di stereotipi sulle loro superperformance sessuali. Costantemente presenti nell’immaginario collettivo globale, dal filosofico dilemma di Schopenhauer ripreso anche da Freud fino al titolo del recente bestseller di Muriel Barbery, passando per un’icona pop come la mascotte della produttrice di videogiochi Sega, Sonic the Hedgehog – di recente porcospini, istrici e affini si affacciano spesso nel panorama pubblicitario, dove ben si prestano, per le loro caratteristiche reali o stereotipiche, a essere utilizzati per reclamizzare prodotti e servizi di ogni genere. Leggi il seguito di questo post »
Se ti piace guidare dritto verso il futuro, allora è tempo di pensare blue. Si chiama “Think blue” infatti la nuova campagna di Volkswagen Italia. Sulla scia dei format internazionali molto laterali “The fun theory” diventati dei cliccatissimi viral quest’anno la casa automobilistica produce una campagna ambient green e la ambienta a Milano nel centralissimo Corso Como. Leggi il seguito di questo post »
Transparent factory (Gläserne Manufaktur) è il nome del visionario impianto Volkswagen di Dresden, inaugurato nel 2002 su progetto dell'architetto Gunter Henn. Le pareti della fabbrica sono fatte quasi completamente di vetro, con i pavimenti in acero canadese, in modo da conferire l'idea della trasparenza del processo produttivo e insieme l'estrema attenzione alla sostenibilità ambientale: l'impianto è visitor-friendly grazie all'eliminazione di materiali tossici e macchinari pericolosi e il terreno circostante è stato interessato da un significativo intervento di rimboschimento.
Il building è il messaggio. Questo uno degli argomenti chiave trattati nel saggio di Gabriele Qualizza “Transparent Factory. Quando gli spazi del lavoro fanno comunicazione“, edito da Franco Angeli. Consulente d’immagine e comunicazione aziendale, redattore di Brandforum e docente presso l’Università Cattolica di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera, Qualizza analizza l’evoluzione degli spazi lavorativi come supporti semantici sui quali la comunicazione aziendale esplica le proprie forme. Così un ufficio, la sede di una società ma anche la fabbrica si trasforma in un totem, che racconta il mondo aziendale attraverso forme, materiali, colori, componenti architettoniche e arredi. All’estremo vi è il concetto di media building: l’edificio come supporto mediatico per la trasmissione dei messaggi. Leggi il seguito di questo post »
In un mio recente post ho affrontato il tema di come alimentare il passaparola online, portando ad esempio un caso che presentava alcune problematicità. In ossequio al principio di equità impossibile ora astenersi dal mostrare come, invece, con un buon contenuto virale e un’intelligente orchestrazione strategica, si può brillantemente alimentare il buzzattorno alla marca o al prodotto. Leggi il seguito di questo post »