(con)TemporaryArt, temporary show di arte contemporanea

Si è conclusa da poco una mostra che da qualche anno è per me un appuntamento irrinunciabile: (con)TemporaryArt, grande collettiva di arte contemporanea che si svolge in concomitanza con il MiArt presso il Superstudio Più e altre location collegate di zona Tortona.

Il programma di questa terza edizione si articola su un percorso di 26 mostre ed eventi, che coinvolgono 147 artisti italiani ed internazionali, fotografi, pittori, scultori, digital painters, artisti affermati e giovani emergenti. Insomma ce n’è abbastanza per accontentare tutti i gusti degli apassionati. Ad accoglierci davanti all’ingresso il giallo canarino della mastodontica Macchina Celibe di Giacomo Cossio, che con una brillante operazione trasfigura un’escavatrice Liebherr mediante distruzione e riassemblaggio delle parti a formare qualcosa di ‘altro’ dal punto di vista funzionale. Abbiamo appena scaldato i muscoli e siamo pronti per entrare. L’attenzione è subito calamitata dalla mostra “XXL – ExtraExtraLarge” che in un vasto open space riunisce una ventina tra installazioni, sculture e quadri monumentali realizzati da diversi autori.

Banksy Napalm, 2004

Affollata come da previsione è la sezione “Fight for Art” dedicata al guerrilla arter Banksy, che espone opere provenienti dalla collezione di Andipa Gallery di Londra. L’artista di Bristol portabandiera della street art è conosciuto per i suoi murales e le installazioni che interagiscono con l’arredo urbano. In esse la provocazione e la denuncia sociale nei confronti della guerra, del capitalismo e delle istituzioni è sublimata da un’irriverente vena comica e ironica. Sorridere e meditare: sulla reinterpretazione della celebre Vietnam Napalm di Nick Ut con la bambina urlante portata via per mano dalle icone rassicuranti del cannibalismo capitalista Mickey Mouse e Ronald McDonald; sugli Smiley Cops che riflettono l’aberrazione di una società militarizzata; sulla Queen Victoria che affonda il coltello nelle piaghe del perbenismo borghese; sulla serie dei barattoli di zuppa di pomodoro Tesco che inneggiano scherzosamente ai fasti della pop art anni Ottanta.

Imperdibile pure lo spazio dedicato a Daylight, personale di Shepard Fairey, l’artista statunitense divenuto celebre grazie al successo ottenuto dall’illustrazione “Hope” usata nella campagna presidenziale da Barack Obama. Qui si possono ammirare lavori di grandi dimensioni realizzati a Venezia nel 2009 in occasione della Biennale. Talentuoso grafico e ottimo comunicatore, nelle opere attuali di Fairey prendono sempre più piede i contenuti politici e sociali, con una particolare sensibilità per il tema della guerra, che colpisce donne a bambini, in tutta la sua insensatezza e crudeltà.

Daniele D’Acquisto, Johnny B. Good della serie Golden Records

Meritano una visita pure le creazioni di Daniele D’Acquisto, che espone la serie Deserts dove il bianco puro viene declinato attraverso stratificazioni di fogli di plexiglass dipinti con acrilica bianca. I dipinti si alternano alle sculture della serie Golden Record, rappresentazioni ottenute dalla rotazione di tracce audio a 360 gradi, che vengono sospese nel vuoto o appoggiate a terra come totem in legno dall’arcana potenza evocativa. È infine una piacevole sorpresa scoprire le opere di Marillina Fortuna, lavori sognanti nati da un sapiente accrocage di materiali che il mare riporta a riva e che vengono portati a nuova vita per permettere loro di raccontare nuove storie.

Sulla via del ritorno, ammiro la mostra open air costituita dai 32 tombini art realizzati da 17 urban painter in occasione di una manifestazione di Metroweb e che dal giugno 2009 decorano il quartiere. Evento nell’evento, al termine della mostra i manufatti andranno all’asta, organizzata da Christie’s, il cui ricavato sarà devoluto a AIPD Onlus- Associazione Italiana Persone Down per finanziare la realizzazione di un progetto nelle scuole. Ormai zona Tortona è finita, e la mostra con-temporanea anche. Appuntamento alla quarta edizione.

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