Il new business ai tempi della crisi

In tempi di crisi, si sa, siamo tutti più attenti: i consumatori a spendere; le aziende a investire. Ed ecco allora che gli imprenditori si ingegnano a proporre nuove formule per ravvivare il mercato. In particolare vorrei parlare di due recenti iniziative che mi hanno colpito per la loro originalità, una orientata al consumer, l’altra al business.

Il primo format, rivolto alle imprese al perenne inseguimento di nuovi clienti, è quello dell’“happy business”, serata con aperitivo sul ballatoio che riunisce i dipendenti delle società che operano in uno stesso edificio. Pensato dall’agenzia Encanto Public Relations, il primo appuntamento si è svolto a fine marzo al numero 42 di via Macchi a Milano e ha coinvolto uno studio di commercialisti, alcuni broker assicurativi, agenzie di viaggio, una società di consulenza al lavoro, uno studio legale, una casa di produzione di software e una maison di moda. «Le possibilità offerte dalla Rete, da Facebook», spiegano gli organizzatori «non devono farci perdere di vista le opportunità che abbiamo magari tutti i giorni sotto i nostri occhi, quelle create da un sorriso e da un buongiorno. Un happy business è il luogo migliore per trovare nuovi clienti e contatti».

La seconda iniziativa, dedicata ai consumatori, è firmata da Coin e piacerà alle fashion addicted. Il progetto si chiama “Democratic Wear” e prevede la creazione di capi realizzati in esclusiva per il brand da giovani stilisti di tutto il mondo e che verranno venduti in quantità limitate al prezzo unico di 10 euro. L’iniziativa partirà il weekend del 9 aprile con la messa in vendita dei Democratic Jeans Limited Edition disegnati dalla giovane creativa giapponese Yuka Morinishi. Le grafiche si ispirano a icone universali della cultura nipponica, il kimono e il samurai, che rappresentano l’essenza del femminile e del maschile. Il lancio del progetto nasce con l’intento, da un lato, di proporre ai clienti l’esperienza di acquisto ‘democratico’, dall’altro, di proseguire il percorso dell’innovazione e della ricerca promuovendo giovani talenti creativi.

Due esperienze che, per l’appello alla partecipazione attiva e il desiderio di ritrovare il significato dei rituali sociali e di consumo, sono sicuramente da tenere presente.

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