No profit: come dare valore al terzo settore

Italiani popolo di santi, poeti e di… donatori. Sono circa 25 milioni infatti coloro che in maniera abituale o saltuaria finanziano enti no profit. Una realtà molto spesso sommersa dal momento che, a differenza di quanto accade nei paesi anglosassoni, la donazione è in genere vissuta come un fatto puramente privato. A causa della crisi economica poi, ben il 30% delle ONP hanno denunciato un calo dei finanziamenti nel 2009 rispetto all’anno precedente.

È proprio per ovviare a questo gap che Banca Prossima e Gruppo Intesa Sanpaolo hanno ideato e messo a punto “Terzo Valore”, una piattaforma internet dedicata al terzo settore, dove le associazioni potranno far conoscere i loro progetti al pubblico e i privati potranno finanziarli. Il tutto in maniera trasparente. Nuovi sono pure i due strumenti proposti: Prestobene, una forma di prestito che viene restituito con un interesse definito insieme all’organizzazione; e Donobene, sistema di donazione multipla che vincola l’ente che ha ricevuto la somma, una volta utilizzata, a donarla a sua volta a un altro che la rigirerà a un altro, innescando così un circolo virtuoso di solidarietà che si prolunga nel tempo. Molte le associazioni che hanno aderito all’iniziativa; tra tutte e a tutela dei consumatori, Banca Prossima e Vita Consulting selezioneranno i progetti che andranno online a partire da maggio. Per favorire lo scambio di opinioni e magari anche il lancio di nuove proposte, sul portale troverà spazio anche una community virtuale.

Il portale “Terzo Valore” propone alle ONP strumenti di raccolta fondi alternativi rispetto a quelli tradizionali

Non so cosa ne pensiate, ma io trovo questa iniziativa particolarmente interessante perché tenta di superare le difficoltà in cui si muovono le realtà del terzo settore, dalla carenza di finanziamenti privati ai ritardi con cui vengono erogati i contributi pubblici, il che spesso le obbliga a indebitarsi presso le banche. Trovare un modo trasparente e alla portata di mouse per finanziare progetti socialmente utili può senz’altro promuovere un più consistente call to action, specialmente sui target non ancora toccati dai canali di comunicazione tradizionali. I margini di miglioramento ci sono dato che la donazione via web e cellulari a oggi contribuisce al totale solo per il 10%. L’auspicio è quello di costituire per le associazioni no profit un alto valore aggiunto: ancora meglio se con la partecipazione della gente. Che, dopo l’organizzazione e la banca, è appunto proprio il ‘Terzo valore’.

Articolo sponsorizzato

, , , , , , , , , ,

  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: