Le tendenze della comunicazione digitale e le opportunità per il digital marketing

Cambiano i consumi, cambiano i consumatori. Di conseguenza anche il marketing deve cambiare. In un’età in cui ai media classici si affiancano quelli social e il digital lifestyle diventa dimensione pervasiva nella vita di ognuno di noi, il digital marketing si trasforma in una disciplina che si guadagna a pieno titolo una maggiore pianificazione e allocazione delle risorse.

Vi consiglio di guardare la bella presentazione “8 digital trends that will change everything” di Jeff Hilimire, Chief Digital Officer dell’agenzia statunitense Engauge Digital. Personalmente mi ha fornito diversi spunti di riflessione sul prossimo futuro della comunicazione di marca.

Ritratto cartoon di Jeff Hilimire, capo della divisione Digital dell'agenzia di marketing full service Engauge. Da buon geek è appassionato di social media e tecnologie emergenti.

A cominciare dal fenomeno Facebook. Il più famoso dei social media ha a livello globale 400 milioni di utenti, di cui 100 mobile e ha incassato a fine 2009 uno storico sorpasso in termini di traffico generato sul gigante Yahoo. Facebook ospita oltre 1,6 milioni di pagine attive di cui 700.000 sono di business locale. Queste pagine hanno creato oltre 5,3 miliardi di fan. Oltre 80.000 siti hanno implementato il Facebook connect e i Facebook credits creati nel 2009 costituiscono un mercato di svariati miliardi di dollari.

Per un’azienda oggi la presenza su Facebook è più importante del sito istituzionale, perché tramuta i fan in portavoce del marchio e venditori a loro volta. Presto su Facebook sarà operazione di routine sia acquistare prodotti e fare transazioni monetarie, sia utilizzare l’applicazione mobile con più funzioni (giocare, interagire con le fanpages, comprare, trasferire denaro).

Un’altra tendenza che emerge è quella del lifestreaming, l’aggregato delle attività ordinate cronologicamente che determina la vita pubblica di ognuno – sia online che offline. Questo flusso è limitato soltanto dal contenuto e dalle fonti usate per definirlo. Il lifestraming è oggi determinato attraverso Twitter, Friendfeed e Facebook. La vita di ciascuno è in streaming, e di questo streaming fanno parte anche i brand. La sfida per le marche che vogliono vincere in futuro sarà quindi di riuscire a essere rilevanti nella vita degli utenti, fornendo loro contenuti ad alta portabilità e in tempo reale.

Impossibile non spendere una parola anche sull’enorme seguito che hanno registrato i social games, presenti sui vari social media e in particolare quelli di Facebook. Sviluppati da un numero ristretto di case (Zynga, Rock You!, Crowdstar) accontentano però tutti i gusti e tutti i target: così i duri si sfideranno a Texas HoldEm Poker mentre i nostalgici della vita pastorale si prenderanno cura di campi e mucche in Farmville, solo per citare le applicazioni più utilizzate.

Farmville è la più popolare applicazione nella storia di Facebook. Con i suoi 83 milioni di utenti attivi al mese, ha più iscritti di Twitter. Chiaramente numeri di questo tipo si trasformano in opportunità di business per quelle aziende che dimostrino la capacità visionaria di intuirne un possibile impiego a fini pubblicitari e di marketing.

Bing rappresenta in questo senso un ottimo esempio di come effettuare un’efficace campagna di marketing online. Il motore di ricerca Microsoft lanciato nel 2009 ha di recente inserito un Facebook ad su Farmville, mediante il quale comunicava che agli utenti che sarebbero diventati fan di Bing sarebbero stati regalati crediti Farmville. Risultato: oltre 400.000 fans guadagnati, con una risposta del 72% di chi cliccava sulla pubblicità che diveniva fan. Questa case history suggerisce che in fase di definizione del piano di marketing è utile valutare se il proprio target è utente dei social media e, in quest’ultimo caso, se vale la pena aumentare il budget dedicato ai social media e studiare una strategia di comunicazione specifica per il mezzo.

 
 
 
 
 

 

Lo spazio pubblicitario acquisito da Bing su Farmville, il social games di maggior successo ospitato su Facebook

Infine una tendenza particolarmente interessante è quella dell’Augmented reality, cioè la sovrapposizione di livelli informativi (elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati ecc.) a un flusso video che riprende la realtà di tutti i giorni in modo da creare una mixed reality. La realtà aumentata è fruibile tramite un Pc dotato di webcam oppure mediante un device mobile di ultima generazione (come l’iPhone 3GS o un telefono Android). Su desktop computer, la Realtà Aumentata è basata su l’uso di markers, o ARtags, dei disegni stilizzati in bianco e nero che vengono mostrati alla webcam, vengono riconosciuti dal Pc e ai quali vengono sovrapposti in tempo reale i contenuti multimediali: video, audio o oggetti 3D. I risultati sono sorprendenti.

Già usata in ambiti molto specifici come in quello militare, medico o nella ricerca accademica, nel 2009 grazie al miglioramento della tecnologia la realtà aumentata è arrivata al grande pubblico sia sotto forma di campagne di comunicazione augmented advertising pubblicate sui giornali o sulla rete, sia attraverso un numero sempre crescente di applicazioni per telefonini, in particolare per iPhone.

Uno dei primi esempi su desktop è dato dalla campagna della General Electric per la Smart Green Technology. Ma ormai non occorre più scomodare esempi d’oltreoceano. Le aziende iniziano infatti a utilizzare questa tecnologia anche in Italia, tant’è che qualche giorno fa mi è casualmente capitato di incrociare un esempio di applicazione di realtà aumentata su mobile a scopo promozionale da parte di un’azienda come l’Ikea. E scusate se è poco. La tecnologia oggi apre nuove possibilità. E le applicazioni dell’Augmented reality costituiranno di certo il business del futuro.

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