In fuga per il risparmio

 

I want to believe. Se siete anche voi come l’agente Fox Mulder dei sostenitori della teoria degli oggetti volanti non identificati allora non dovreste avere difficoltà a credere agli avvistamenti, che si sono moltiplicati negli ultimi giorni, di carrelli della spesa che si muovono in apparenza senza alcuna forza motrice. Teatro degli avvistamenti la città di Roma.

I carrelli, desolantemente vuoti, (che sia segno della crisi?) si muovono o da soli o in piccoli branchi, muovendosi ad alte velocità in zone ad alta densità di popolazione. Finora non hanno manifestato comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo. Creato un minisito per monitorare il fenomeno, dove gli utenti possono caricare le proprie segnalazioni, video e foto degli avvistamenti o anche semplicemente esprimere la propria opinione in materia.

“Carrelli in fuga” è un’originale iniziativa di marketing non convenzionale pensata dall’agenzia Saatchi&Saatchi per comunicare l’avvio del processo di sostituzione, a Roma e in tutta la provincia, delle insegne dei supermercati GS e DiperDi rispettivamente con il marchio Carrefour Market e Carrefour Express. Il colosso francese della grande distribuzione, che ha acquisito i due storici marchi italiani, prevede la riconversione completa entro l’anno. Lo spot, pianificato su Internet, è ideato da Saatchi&Saatchi, direzione creativa di Agostino Toscana e Alessandro Orlandi, copy Matteo Maggiore, Daniele Barone, Raffaella Bedini sotto la supervisione di Paola Rolli, art Andrea Salvaneschi e Jacopo Cinti sotto la supervisione di Paolo Montanari. Regia di Fadi Azzi.

Il progetto di re-branding, già concluso in Lombardia e in fase avanzata in Piemonte, è uno tra i più rilevanti nel panorama distributivo italiano attuale. A livello nazionale Carrefour stima un impatto su oltre 6 milioni di clienti, che sono quelli che settimanalmente visitano la rete di vendita. Questa unificazione dell’offerta sotto un unico marchio ombrello ha prodotto immediati benefici per il cliente in termini di maggiore convenienza, grazie all’introduzione dei prodotti a marchio Carrefour (che a parità di qualità presentano un differenziale di prezzo che va dal 25 fino al 50% in meno rispetto al prodotto di marca). Speriamo che vi sia presto un ritorno anche per la catena francese, che nel 2009 non ha passato dei bei momenti, a seguito della svalutazione delle attività italiane e del calo dei prezzi deciso in Francia per fidelizzare la clientela.

Mistero svelato sulla destinazione finale dei carrelli in fuga, dunque. Io, che non solo per analogia tintometrica mi sento molto più vicina a una Dana Scully, mi sento di concludere con un più razionale: “Dopo aver eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”.

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