Food social network: se i gourmet usano i social

Il cibo per voi è un’ossessione? sappiate che sono sempre più numerosi i social network pensati per soddisfare le esigenze di food addicted di ogni specie.

Quando vi trovate davanti a un piatto ben presentato non resistete alla tentazione di immortalarlo con il vostro smartphone?  In questo caso Foodspotting è quello che fa per voi. Si tratta di un social network che permette di cercare e condividere i piatti più gustosi del pianeta. Come funziona? Basta scaricare l’applicazione – disponibile per Windows, iPhone o Android – fotografare il piatto preferito nel momento in cui ci viene servito al ristorante e condividerlo sul social network, accompagnandolo con la localizzazione in stile Foursquare.

Così i foodspotter mettono a disposizione una guida visuale, rapida e precisa, delle migliori pietanze nei paraggi, e permettono di scegliere liberamente cosa mangiare. Un concept innovativo rispetto a una qualsiasi guida Michelin o Gambero Rosso sia perché user generated sia perché basata sui piatti d’eccellenza, non sui ristoranti. Gli iscritti possono commentare i contenuti postati, confessare la propria voglia di assaggiare il cibo ed esprimere il proprio apprezzamento per la foto (nom).

Il format è nato nel 2009 dall’idea degli statunitensi Alexa Andrzejewski (Adaptive Path), Ted Grubb (Get Satisfaction) and Soraya Darabi (New York Times) e sta gradatamente prendendo piede nel mondo. In Italia al momento i foodspotter sono una sparuta minoranza, ma nelle principali città del paese ci sono comunque diverse segnalazioni di pietanze fotografate.

L'insalata Som Tum Thai, fotografata dalla foodspotter tailandese Pinku Neko, è uno degli esempi dei contributi caricati dagli utenti di Foodspotting, community dedicata a chi ama fotografare il cibo che ha nel piatto.

Un altro social network particolarmente frequentato è Serious eats, un portale americano basato sulla celebrazione e la condivisione dell’entusiasmo per il cibo. Creato dallo scrittore e critico gastronomico newyorkese Ed Levine, Serious Eats utilizza un sapiente mix di community e contenuti, insieme a interessanti video gastronomici originali o acquisiti, e partecipatissime conversazioni su tutti gli argomenti correlati al mangiare e al bere.

Il sito si suddivide in diverse sezioni: “Serious Eats“, che raccoglie notizie e commenti, “Recipes“, che pubblica ricette di chef e scrittori di cucina, “Eating Out“, una sezione di consigli, e “Talk“, il forum dove confrontarsi con gli altri amanti del cibo. A queste si aggiungono “Serious Eats: New York“, “Slice“, selezione di recensioni e video dedicati alla pizza, “A Hamburger Today“, sul mondo degli hamburger, “Drinks“, dedicato al beverage, e “Photograzing“, uno spazio dove le persone condividono i propri scatti sul cibo e scoprono nuovi food blogger.

Ed Levine, fondatore di Serious Eats, è uno scrittore di gastronomia che vive a New York, contributor del New York Times e autore di libri di cucina. Le sue storie sulle icone della cucina americana come hot dog, hamburger, gelati e cheesecake sono apparsi in numerosi periodici statunitensi, come GQ e BusinessWeek.

Ma se pensate che i social network gastronomici siano una prerogativa del mondo anglosassone vi sbagliate di grosso. Infatti in Italia – patria tradizionale della buona cucina – sono stati sviluppati molti interessanti progetti di reti dedicate alla passione per la gastronomia d’eccellenza.

L’antesignano è Vinix, il food & wine social network realizzato dal produttore Filippo Ronco con lo scopo di creare una community di riferimento per chi ruota attorno al mondo del vino e della birra. Un database dove i produttori possono inserire le proprie etichette, un lista di enoteche e ristoranti titolati, un elenco di agenti, distributori, importatori e la classifica dei migliori eno-giornalisti e blogger sono le risorse a disposizione degli iscritti. In aggiunta sono presenti anche un blog, una sezione annunci ed è possibile anche iscriversi a corsi di formazione oppure pubblicizzare degustazioni ed eventi. Il sito è stato di recente rinnovato e resta un punto di riferimento nell’ambito dell’enogastronomia nazionale.

Vinix, il social network per i cultori di Bacco. A sinistra, una foto di Vinix live 5 2010, mini wine festival all'acetaia San Giacomo di Reggio Emilia; a destra, la home del sito, recentemente rinnovata.

Altro progetto squisitamente italiano è Gente del FUD, un social network che mette in rete i migliori sapori d’Italia. Il portale è sponsorizzato dal pastificio napoletano Garofalo e mette in sinergia piccoli e medi produttori, per promuovere e sostenere le eccellenze gastronomiche nazionali, in particolare quelle del Sud.

«Fud = Food+Sud», si legge nel manifesto. E infatti questo «Social Fud Network» mira a diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cucina, attraverso una selezione di alcuni dei migliori produttori italiani e un vasto catalogo di ricette e preparazioni.

Nato nel 2005 con la prima edizione del “Garofalo DOC – Delizie di Onesta Cucina“, una selezione di prodotti delle Comunità del Cibo di Slow Food e di piccole realtà campane, oggi al sito collaborano ben 198 food blogger sparsi lungo lo stivale che pubblicano recensioni e redazioni di schede informative su prodotti del territorio. Sul sito è possibile cercare prodotti enogastronomici e trovare, attraverso una mappa interattiva, i produttori e punti vendita.

«Riscoprire prodotti dimenticati e sapori dell’infanzia, cercando di capirne la storia e perché sono così buoni; essere certi che un altro modo è possibile con il contributo di ognuno, piccolo o grande che sia; confrontarsi sui punti di vista anche diversi, e capire che sono la passione ed il coinvolgimento ad unirci; mangiare con chi ti piace uno spaghetto sulla spiaggia in una giornata di sole e goderne al massimo; pensare che il bello, l’arte, il buono ed il sapere sono un privilegio da sostenere». Queste le parole con cui Massimo Menna, amministratore delegato dell'Antico Pastificio Garofalo, spiega i principi ispiratori del social network Gente del Fud.

Per finire, parliamo di Disharing, un’interessante iniziativa che ha come obiettivo la diffusione e conservazione della cultura gastronomica casalinga. L’obiettivo del progetto è favorire l’incontro tra persone che desiderano condividere per una serata la propria tavola, sia nella veste di ospite che di ospitante.

Registrarsi al sito e creare un profilo utente permette di condividere con gli altri le proprie ricette, le proprie storie e l’amore per la cucina genuina. Ma la caratteristica distintiva è soprattutto quella di favorire l’incontro tra persone che desiderano aprire la propria casa e la cucina all’incontro con l’altro: il sito consente agli affiliati di richiedere e offrire ospitalità gastronomica, sia nella forma ‘a richiesta’ sulla base di disponibilità richieste ed espresse, che sulla base del sistema di ‘eventi’ creati consultabili sul sito.

Chi si offre come ospitante può proporre degli eventi con tanto di data e localizzazione geografica. A questo punto basta raccogliere le adesioni dagli ospiti e la serata di food networking è organizzata. Un cena in casa con assaggi di specialità enogastronomiche preparate con amore è il modo migliore per  gustare sapori particolari e conoscere persone interessanti. Provare per credere.

Piatti tipici cinesi di Shangai cucinati da Yuri a casa di Giorgio e Orietta: è quello che accade in una tipica serata tra disharer, gli utenti registrati sul social network made in Italy ideato nel 2003 dai fiorentini Luigi Pittalis e la sua compagna Elena Manzuoli.

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