Do’s and don’ts dei social network: 10 errori da evitare

“Social Media Intern” è una curiosa clip animata realizzata da Erik Qualman, l’autore di Socialnomics, il manuale-bibbia della “social media revolution”.

In un periodo in cui è tutto un fiorire di oroscopi che prevedono il futuro e elargiscono consigli per il nuovo anno che inizia tra poco, The Good Ones in un bel post propone, in una sorta di gioco della torre versione social, cosa salvare e cosa buttare tra i tool messi a disposizione del social media manager nell’anno che è ormai al termine. Da parte mia, per iniziare con rinnovata energia il nuovo anno, propongo un elenco di dieci errori comuni nei social media che ogni operatore dovrebbe stare attento a evitare.

Una premessa da fare è che ogni strategia di marketing per quanto valida è necessariamente soggetta a errori, tanto più se ci riferiamo al neonato universo dei social media. Non bisogna quindi vergognarsi dei propri errori, ma sfruttarli come occasione per imparare le strategie comunicative più efficaci su quel particolare canale e quell’audience specifica. L’elenco seguente punta su quelle mancanze legate a una strategia superficiale e poco attenta sui canali social, che può portare a errori facilmente riparabili con un impiego limitato di tempo e denaro.

Vediamo ora quali sono i dieci peccati – per così dire veniali – del social media manager:

1 Non utilizzare gli account dei social media che hai impostato

Quando qualcuno vede un account aziendale abbandonato, in sostanza sembra proprio che la società non dispone di una corretta visione strategica della propria comunicazione di marca. È fondamentale nutrire i vari account con aggiornamenti frequenti, ancora di più se sono linkati anche sul tuo sito o blog. Non basta impostarli e dimenticarsene. Se hai intenzione di avere un profilo business su siti come Facebook, LinkedIn, Twitter e Google+, bisogna sforzarsi di mantenere l’engagement con l’audience e aggiornarlo regolarmente con contenuti nuovi e rilevanti.

2 Non collegare i profili sui social media al tuo sito

Facebook, Twitter, YouTube, LinkedIn, e Google+, sono tutti social network che permettono di effettuare un linkback al tuo sito web. In questo modo non ottieni solo cinque collegamenti in più al tuo sito, ma anche e soprattutto cinque modi alternativi in cui i tuoi centinaia o migliaia di follower possono tornare indietro sul tuo sito e trovare informazioni aggiuntive sui tuoi prodotti o servizi.

3 Non rivendicare i propri account

Succede spesso alle grandi aziende di trovare il proprio profilo su un social network già occupato da qualcun’altro. La faccenda è all’ordine del giorno con Twitter, che pullula di profili fake di quest’azienda o di quella celebrità, ma è un inconveniente in cui si può incorrere anche su Facebook, YouTube, G+ e via dicendo. Se sei un corporate brand, è importantissimo evitare apparentamenti e confusione con chi detiene il nostro nome più o meno volontariamente. Quindi se non ti muoverai per riscattare il tuo nome sui social network, puoi perdere una buona opportunità di salire per parole chiave nella ricerca organica di Google, rischi di incorrere in problemi di marchio e relazioni pubbliche, e potresti trovarti a sottostare a pesanti compromessi in relazione al nome selezionato.

4 Non separare gli account aziendali da quelli personali

Le aziende che accorpano profili personali con quelli del brand non solo costruiscono un’esperienza di marca disarticolata, ma non valorizzano al meglio la presenza online dell’azienda. A differenza di quelli strettamente personali, gli account business pubblici possono restituire risultati nei motori di ricerca e pubblicare contenuti ritagliati su misura dei propri clienti attuali e potenziali. Inoltre, costituiscono una presenza sui social media chiara, proiettata in avanti e ben identificabile per il tuo business.

5 Non chiedere esplicitamente al pubblico di interagire

Secondo Momentus Media chiedere a qualcuno di fare ‘Like’ su un proprio contenuto aumenta l’interazione del 216%. Dan Zarrella di Hubspot sostiene che la frase “please retweet” o “please RT” è all’undicesimo posto tra le formule più retwittabili per l’utente di Twitter. Quindi, se vuoi che qualcuno metta un like, commenti, faccia retweet, o guardi un contenuto, basta chiedere: è la cosa più semplice per ottenerlo.

6 Non includere le immagini

Sembra banale, ma quando il tuo account si presenta senza una foto su un social network, sembra trascurato e non ufficiale. Il social media è progettato per essere personale, così includere una foto profilo- di una persona o del logo – darà automaticamente al tuo profilo una qualche parvenza di vita. E nel caso ci sia un caso dubbio, gli account Twitter con l’immagine hanno un seguito 10 volte superiore rispetto a quelli che ne sono privi.

7 Non attivare la sottoscrizione al blog e non impostare il feed RSS

Mettere un campo di subscription sul tuo blog è il modo migliore per costruire un database opt-in per foraggiare i lead sul sito. Un feed RSS ti assicurerà inoltre un numero di visite ripetuto che ti aiuterà a costruire una base di follower fidelizzata.

8 Non predisporre bottoni di follow e di share sui social network sul tuo sito

I bottoni per condividere contenuti sui vari social andrebbero implementati per tutti gli account regolarmente utilizzati e posizionati nella homepage del sito come anche accanto a ogni pezzo di contenuto pubblicato, in particolare sul blog. Ideale sarebbe poter condividere un post su Facebook, Twitter e LinkedIn. Molto importante infine avere, oltre al Facebook like, anche il bottone +1 di Google.

9 Non comprendere link nei vostri tweet

Un retweet è un’ottima cosa, ma un click è ancora meglio. Se non includi un link ai tuoi tweet, non stai veicolando nuovo traffico al tuo sito sfruttando la tua reach sui social media. Per ottenere un maggiore click-throught rate, inserisci il tuo link una volta su quattro nei tuoi tweet.

10 Non pubblicare aggiornamenti contestualizzati

Invece di limitarti a lanciare un link a un post del blog, includi alcuni commenti che descrivono cosa vi trovi d’interessante al riguardo. Momentus Media rileva come gli aggiornamenti di status più lunghi mostrino percentuali d’interazione maggiore rispetto a quelli più brevi (da 1 a 450 caratteri), e di registrare tassi d’interazione tanto più alti quanto maggiore è il numero dei caratteri utilizzati. Zarrella ha trovato risultati analoghi per Twitter, dove il maggior numero di click si registra per tweet della lunghezza non inferiore a 130 caratteri.

Se stai facendo uno qualsiasi di questi errori di social media, meglio impegnarsi a risolverlo al più presto: si tratta di errori in cui è facile cadere, ma per fortuna è anche relativamente semplice porvi rimedio. E se tra i vari canali non hai ancora settato una business page su Facebook, Twitter, YouTube, LinkedIn, oppure sul più recente Google Plus, sei sempre in tempo per correre ai ripari. In questo modo la strategia sui social media ne guadagnerà in coerenza e coordinamento complessivo.

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  1. #1 di Going Here il agosto 1, 2013 - 8:09 am

    I enjoy perusing your website. Thanks!

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