8 trucchi del social media marketing per il non profit

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Se operate per conto di un’organizzazione non lucrativa probabilmente già sapete che i social media permettono come nessun altro mezzo di creare relazioni e coinvolgere chi gravita attorno alla non profit – donatori, volontari o simpatizzanti della causa. Creare una community che condivide la propria missione fornisce anche un ottimo supporto alla diffusione virale dal momento che molto spesso sono le persone stesse a diventare megafono delle campagne e degli eventi dell’organizzazione condividendole con gli amici.

Le statistiche parlano chiaro: il 91% dei professionisti del non profit usano Facebook, il 69% Twitter, il 65% YouTube. Solo il 17% usa Instagram e il 24% ricorre a Pinterest. Il 61% degli addetti del settore pensa che i social media siano un’efficace tattica di content marketing. E lo dimostrano nei fatti, dato che il 25% ha in atto una strategia di content marketing social. Le non profit che producono le campagne di content marketing più efficaci utilizzano in media 5 piattaforme/social network. (Fonte CMI’s 2014 Nonprofit Content Marketing Study).

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L’utilizzo delle reti sociali per le non profit è quindi una scelta strategica. L’apertura e la gestione di canali di comunicazione social però ha le sue regole e il consiglio è di evitare l’improvvisazione. Meglio effettuare un’analisi preliminare dei bisogni, fissare gli obiettivi, elaborare una strategia condivisa con tutti i membri dell’organizzazione e stabilire un piano di massima per implementarla. La fase successiva sarà poi correggere il tiro in base ai risultati ottenuti.

Ecco otto semplici consigli per iniziare a usare bene i social media per la vostra non profit:

1 Elaborare un piano

Per prima cosa bisogna creare un piano di marketing. È indispensabile individuare il portavoce dell’organizzazione e il tono da usare nelle comunicazioni: formale o informale? Amichevole o professionale? Il secondo passo da fare è stabilire chi risponderà alle conversazioni che si generano online. I social media sono un grande organismo che non dorme mai, meglio quindi avere un team di più persone: in questo modo aumenta la probabilità di risposta rapida e si garantisce anche maggior copertura in caso di vacanze, assenza o quant’altro del responsabile.

2 Darsi delle policies

Un’operazione preliminare da non sottovalutare è la preparazione della policy sui social media che deve rispecchiare i principi della propria non profit. Le policies devono prevedere un piano di comunicazione in caso di crisi e indicare la persona delegata a gestire la comunicazione in quest’eventualità. È bene anche scrivere delle semplici regole che spiegano cosa si può dire e cosa no a tutti quelli che potrebbero postare per conto dell’organizzazione.

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3 Scegliere i canali

Social media è un cappello che comprende tutto: Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Pinterest, blog, video e podcasting, forum, chat, wiki. Decidere quali canali presidiare e dove conviene aprire un account è fondamentale. Per iniziare è bene orientarsi su un paio di social dove pensate sia più semplice raccogliere un seguito. Di solito i luoghi online più frequentati dai propri sostenitori sono quelli migliori. All’inizio consigliamo di non esagerare con il numero di canali. Se poi scoprite che la cosa vi piace e riuscite facilmente a seguire i canali, è sempre possibile aprirne di nuovi.

4 Imparare dagli altri

Una volta aperto il canale la sfida per la vostra non profit è quella di riempirlo di contenuti interessanti. Se non sapete da dove iniziare meglio andare a vedere cosa fanno le associazioni che operano nel vostro stesso settore, le non profit più strutturate e anche i portali che trattano argomenti correlati – advocacy, volontariato, crowdfunding ecc. Analizzare cosa postano e cosa funziona meglio per gli altri operatori vi offre numerosi spunti per scegliere i contenuti e decidere che declinazione darne.

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5 Creare contenuti efficaci

I contenuti postati devono essere utili e coinvolgenti, per favorire le condivisioni da parte di chi vi segue. I dati dimostrano che il tipo di contenuto che genera maggiori interazioni è quello visuale. Via libera quindi a immagini e video, mentre è meglio limitare i post di solo testo o contenenti testi molto lunghi. Non è solo importante sapere cosa dire, ma anche quando dirlo. Stabilire una scaletta di cosa pubblicare su quali canali vi può aiutare a ottimizzare gli sforzi di comunicazione. Molto utile, specialmente se siete un team, è tenere un calendario editoriale, che vi aiuta a pianificare, coordinare e gestire la pubblicazione dei contenuti su tutti i canali.

6 Usare gli scheduling tools

La rete mette a disposizione numerosi strumenti per automatizzare la pubblicazione dei post sui canali social. I social network nascono per la condivisione immediata dei contenuti con gli amici, per questo sarebbe meglio postare e rispondere in diretta agli interlocutori. Tuttavia questo non è sempre possibile e qui vi vengono in aiuto le social media dashboards. La varietà è infinita: strumenti proprietari e multipiattaforma, disponibili come eseguibili, app o browser plugin, a pagamento o free. Per chi ha un budget limitato i tool più diffusi utilizzabili gratuitamente sono HootSuite, TweetDeck, Buffer, PostPlanner. Il consiglio è di usare questi strumenti con giudizio, senza eccedere con la programmazione a tutti i costi e riservandosi di postare qualcosa di persona per garantire freschezza e genuinità alla conversazione.

social-137 Monitorare e correggere il tiro

La fase del monitoraggio è essenziale per la buona riuscita del piano. Valutare i risultati ottenuti in relazione agli obiettivi fissati consente infatti di variare la tattiche e ottimizzare le azioni in maniera tempestiva. La prima cosa da fare è individuare un responsabile del monitoraggio e stabilire gli strumenti da usare per farlo. Da non sottovalutare è anche la scelta dei criteri di misura adottati. Ogni social media ha le sue metriche ed è quindi utile fissare per ciascun canale presidiato le variabili da prendere in considerazione per tracciare i risultati. Ad esempio per Facebook possono essere i fan e l’engagement rate sui post, per YouTube i like o le views sui video e così via.

8 Celebrare con i fan

Ricordate sempre che ciò che distingue i social network dagli altri media è la relazione diretta che creano con l’audience. Il fattore critico per determinare il successo sui social è infatti il pubblico, che, decidendo se condividere o no un vostro post, può in un attimo dare infinita visibilità alla non profit come anche destinarla al vuoto interazionale. Non stancatevi mai di ringraziare i principali artefici del vostro successo, celebrando i traguardi raggiunti dalla vostra organizzazione e mostrando a chi vi segue quanto ne apprezzate la presenza. Non potete immaginare quanto un piccolo grazie ai vostri fan può portarvi lontano.

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Questo sono solo alcuni suggerimenti per aprire o migliorare la gestione dei vostri canali social. Se avete qualche altro trucco o risorsa da consigliarci, condividetelo nei commenti qui sotto!

 

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  1. 8 trucchi del social media marketing per il non profit | Lip of Faith’s … | Manlio Mannozzi

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